giovedì 11 agosto 2016

A LONDRA DIMINUISCONO I POSTI DI LAVORO IN CAMPO FINANZIARIO, COME RICADUTA DI BREXIT

pubblicato da www.independent.co.uk:

A causa di Brexit, nella City calo del 27% dei posti di lavoro legati al settore finanziario londinese

Secondo Morgan McKinley il calo registrato a luglio è meno pesante di quanto ci si potesse aspettare, considerata la "gravità del referendum"

1-Canary-Wharf.jpgIl numero di posti di lavoro disponibili a Londra nel settore finanziario ha subito un calo a luglio, perché le aziende hanno dovuto affrontare la ricaduta del risultato della votazione per l'uscita dall'UE: questo sostiene un'agenzia di lavoro.

Le rilevazioni sull'occupazione a Londra nel mese di luglio condotte da Morgan McKinley hanno rivelato che i posti vacanti sono calati del 12% rispetto al mese precedente; in una stima su base annua, i posti disponibili sono diminuiti del 27%.
Morgan McKinley ha infatti registrato 7,890 nuovi posti di lavoro il mese scorso, rispetto ai 10,920 dell'anno precedente, e ai 9,060 del mese scorso. (...) 

"Il processo delle assunzioni ha subito un rallentamento, perché le istituzioni si sono ritrovate in una sorta di Limbo post-Brexit; tuttavia, l'impatto non è stato aggressivo come ci saremmo aspettati" dichiara Hakan Enver della Morgan McKinley.

BREXIT: LA NORVEGIA POTREBBE BLOCCARE IL "MODELLO NORVEGIA" PER L'UK

pubblicato da wallstreetitalia.com:

Brexit, Norvegia minaccia di deragliare tutto

Con una certa semplicità alcuni sostenitori della Brexit avevano ritenuto che il miglior modo per uscire dall’Unione Europea e mantenere i vantaggi dell’accesso al mercato unico fosse quello di unirsi al club che vede riunite Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein: l’Efta. Tralasciando la pur importante questione sulla libertà di movimento di persone, non è affatto detto che il Regno Unito sia il benvenuto in questa associazione.

A denunciarlo sulla testata norvegese Aftenposten è stata Elizabeth Vik Aspaker, ministro per gli affari Europei del Paese scandinavo. “Non è cosa certa che lasciar entrare in questa organizzazione un Paese grande sia una buona idea”, ha detto Aspaker, “ne muterebbe gli equilibri, il che non è necessariamente negli interessi della Norvegia”.

SINDACO DI LONDRA CHIEDE RINVIO DELL'AVVIO DI BREXIT PER ASSICURARE A UK L'ACCESSO AL MERCATO UNICO

pubblicato da www.independent.co.uk:

Sadiq Khan richiede un rinvio di Brexit in modo che il Regno Unito si assicuri di conservare l'accesso al mercato unico 

Il Sindaco di Londra afferma che le principali città europee stanno facendo il filo ai leader economici nella speranza di allontanarli dalla Gran Bretagna dopo Brexit

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Sadiq Khan ha chiesto al Governo di rinviare il processo di avvio dell'uscita dall'Unione Europea fino alla fine del 2017, per dare ai negoziatori del Brexit il tempo necessario per "quadrare il cerchio" della cessazione della libertà di circolazione in Gran Bretagna, conservando nel contempo l'accesso al mercato unico.

"Aspettare ad avviare l'articolo 50 - il meccanismo che dà li via al ritiro dal "blocco" - fino a dopo le elezioni in Germania e in Francia del prossimo anno" ha affermato il sindaco "oncederebbe ai nuovi leader la possibilità di una certa "discrezionalità" riguardo ai termini dell'uscita dell'UK dall'Unione.


mercoledì 10 agosto 2016

EX MINISTRO INGLESE AFFERMA CHE ALLA FINE BREXIT NON SI FARA'

pubblicato da: http://www.express.co.uk/

Brexit, quale Brexit? Ex Ministro per l'Europa inglese si illude che l'UK non lascerà l'UE

Ex ministro laburista ha cercato ingenuamente di convincere i fautori del Remain a non farsi prendere dal panico, perché la Gran Bretagna alla fine non si separerà dall'Europa.

Denis Macshane has said Britain won't leave the EU Senza riguardo per coloro che hanno votato a favore di Brexit, Denis MacShane, ex Ministro di Stato per l'Europa, ha cercato maldestramente di rassicurare gli Europeisti a rimanere attaccati al loro sogno.

L'ex parlamentare di Rotherham, che fu coinvolto  nel noto scandalo dei rimborsi, ha affermato che "la democrazia è aperta alle sfide" nonostante l'importante decisione del paese di lasciare il "club di Bruxelles", e che "il referendum non aveva un valore legale o costituzionalmente vincolante tale da scavalcare la supremazia del Parlamento". E ha continuato dicendo: "Ogni decisione di cambiare l'ordine delle cose in una democrazia è una sfida aperta".

Leggi l'articolo (in lingua inglese) su www.express.co.uk


LA CONFERMA DELLA MAY A OLANDA E DANIMARCA: NIENTE TRATTATIVE PRIMA DEL 2017

pubblicato da www.ansa.it:

 © EPA
Brexit: May,divorzio non entro fine anno

Premier Gb ribadisce sua posizione a colleghi Olanda e Danimarca

La Gran Bretagna non intende attivare l'articolo 50 del trattato di Lisbona, per dare avvio alle trattative per il divorzio dall'Ue dopo il referendum sulla Brexit, prima dell'inizio del 2017. Lo ha ribadito ancora una volta la premier Theresa May in conversazioni telefoniche avute oggi con i colleghi di Olanda e Danimarca, Mark Rutte e Lars-Lokke Rasmussen, come riferisce una nota di Downing Street.
May ha sottolineato che a suo giudizio si tratta di un tempo "adeguato" per favorire un processo "morbido e ordinato". Dal momento dell'attivazione dell'articolo 50 scatteranno i due anni previsti dal trattato per concludere i negoziati d'uscita, salvo proroghe concesse all'unanimita' a Bruxelles, entro due anni.
Il primo ministro britannico ha in ogni modo confermato l'obiettivo di "mantenere relazioni positive sia con l'Ue sia bilateralmente con i singoli Paesi che ne fanno parte" una volta che la Brexit sara' portata a compimento.

lunedì 8 agosto 2016

GLI SCOZZESI NON VOGLIONO L'INDIPENDENZA DAL REGNO UNITO, SECONDO UN SONDAGGIO

pubblicato da: it.euronews.com

Sondaggio: la maggioranza degli scozzesi non vuole la secessione dal Regno Unito

Gli scozzesi sembrano aver di nuovo cambiato idea sull’indipendenza dal Regno Unito.

Un recente sondaggio suggerisce che il 53% degli scozzesi non vuole più lasciare la Union jack. E questo malgrado il fatto che la first minister Nicola Sturgeon , appena cinque giorni fa abbia dichiarato che l’indipendenza potrebbe essere la via migliore per la Scozia dopo la Brexit.

In effetti uno storico referendum, due anni fa, aveva spazzato via ogni velleità separatista, ma poi c‘è stato l’altro storico referendum, quello sull’uscita dall’Unione europea e in quella consultazione gli scozzesi avevano votato in massa per il Remain, da qui il ritorno di fiamma che sembrava in atto in favore della secessione, per poter restare in Europa.

FRONTIERE APERTE TRA UK E IRLANDA ANCHE DOPO BREXIT

pubblicato da http: it.euronews.com

Brexit: May "Frontiere aperte sull'isola di Irlanda"

Regno Unito e Irlanda vogliono mantenere le loro frontiere aperte nonostante la Brexit.

A dirlo la neopremier Theresa May e il suo omologo irlandese Enda Kenny, che hanno reiterato la propria volontà di non cambiare nulla alle proprie frontiere comuni malgrado l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Risultati immagini per may and kennyPer entambi i dirigenti l’area di circolazione comune è fondamentale per le relazioni commerciali bilaterali: “Sfruttiamo una zona di libera circolazione fra il Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda per anni. anche prima che i nostri Paesi entrassero nell’Unione Europea. Esiste una forte volontà da ambo le parti di preservarla. Adesso dobbiamo concentrarci su di un accordo che faccia gli interessi di entrambi."

Ha risposto Kenny: “Siamo totalmente d’accordo nel fatto che non auspichiamo il ritorno delle frontiere del passato nell'Isola d’Irlanda."

Dopo la riunione di questo lunedì a Belfast con la premier unionista Arlene Foster, la May si è impegnata a cercare una soluzione pratica in modo che la frontiera fra Irlanda del nord e Repubblica d’Irlanda non soffra di nuovo delle restrizioni patite durante il conflitto. Questa è stata la prima visita della May da quando ha assunto il ruolo di premier.

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domenica 7 agosto 2016

E' BREXIT SULLE SPIAGGE LIGURI: LA PROTESTA DEGLI STABILIMENTI BALNEARI CONTRO LA CORTE UE

pubblicato da wallstreetitalia.it:

Brexit sulle spiagge d’Italia: 90% degli stabilimenti sventola l’Union Jack

GENOVA (WSI) – Agli inglesi che hanno preso d’assalto come tutte le estati le spiagge italiane c’era ad accorglierli una sorpresa: da Sarzana a Ventimiglia, passando per Santa Margherita e Rapallo, sui litorali della costiera ligure sventola la bandiera britannica.

Sono circa 1500, quasi il 90% degli stabilimenti balneari della Liguria, le spiagge che hanno deciso di protestare contro la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha indicato come illegittima la proroga automatica delle concessioni demaniali fino al 2020 proposta dal Governo italiano.

In particolare la decisione dell’organo dei 28 paesi Ue apre il settore delle concessioni demaniali alla concorrenza. La speranza dei proprietari degli stabilimenti era proprio la proroga che ora la Corte ha bocciato. Da qui la protesta simbolica degli operatori balneari che hanno issato l’Union Jack sui loro bagni, in segno di vicinanza al popolo britannico che il 23 giugno ha votato a favore dell’uscita dall’Ue. Una sorta di Brexit al mare.

“Vogliamo dare un segnale immediato che non danneggi nessuno e che possa rendere chiara la vicenda anche ai nostri clienti. Non siamo contro l’Europa, sia chiaro, ma dovrebbe essere garantita la salvaguardia delle peculiarità delle singole nazioni. Il Nostro è stato un modello che si è diffuso in tutto il mondo. Non capiamo la volontà di voler cambiare senza proporre un modello alternativo”.
Queste le parole di Enrico Schiappapietra, presidente regionale sindacato balneari che riunisce 1200 stabilimenti.

sabato 6 agosto 2016

RBS: INDIPENDENZA SCOZIA RENDEREBBE BREXIT UNO SCONVOLGIMENTO ANCORA PEGGIORE

pubblicato da: http://www.telegraph.co.uk/

Royal Bank of Scotland avverte: l'indipendenza della Scozia peggiorerebbe radicalmente gli sconvolgimenti portati da Brexit

I tentativi di Nicola Sturgeon di far apparire l'indipendenza scozzese come una stabile alternativa a un Uk post-Brexit hanno subito un duro colpo dopo che la Royal Bank of Scotland ha rivelato che ciò potrebbe solo rendere la situazione molto peggiore.
RBS has warned Scottish independence would damage its business RBS ha utilizzato il rapporto annuale per dichiarare che un secondo referendum per l'indipendenza aumenterebbe enormemente il rischio economico che la Banca sta già affrontando in seguito al risultato del referendum di giugno sull'uscita dall'UE.
Un SI per l'indipendenza porterebbe a una ulteriore, significativa incertezza costituzionale, plitica, regolamentare ed economica, avverte RBS, una delle più importanti fonti di impiego della Scozia; inoltre, ciò avrebbe effetti significativi su tassi di credito, finanziamenti e altri costi"

Leggi l'intero articolo (in lingua inglese) su www.telegraph.co.uk/

RESPONSABILE NATIONAL TRUST: BREXIT COME OPPORTUNITA' PER UN RITORNO ALLA NATURA

pubblicato da: www.telegraph.co.uk

Lasciare l'UE può trasformare la campagna in un'oasi per api, farfalle e altri animali: così dice la responsabile del National Trust

Brexit dovrebbe essere un'occasione per trasformare la campagna e renderla più bella, spendendo i soldi dei sussidi per "fiori selvatici, api e farfalle" invece che per la produzione di cibo: è ciò che sostiene la responsabile del National Trust, Helen Ghosh. (...)

Dame Helen GhoshAttualmente gli agricoltori ricevono 3 bilioni di sterline all'anno da Bruxelles, la maggior parte dei quali devono essere spesi in produzione alimentare. Solo 600 milioni dei 3 bilioni vengono spesi nella gestione del miglioramento ambientale. Tuttavia l'UK, dopo che avrà lasciato l'UE, potrà modificare le regole in modo che gli agricoltori siano "retribuiti solo per gestire la terra in un modo che sia rispettoso della natura". Secondo Helen Ghosh, Brexit offrirebbe una possibilità per far ritornare la natura così come era nella generazione di genitori e nonni.

Leggi l'intero articolo (in lingua inglese) su www.telegraph.co.uk

giovedì 4 agosto 2016

BANK OF ENGLAND: ARRIVA IL TAGLIO DEI TASSI D'INTERESSE

pubblicato da www.ansa.it:

Brexit: Bank of England taglia tassi a 0,25% in Gb

Via libera a misura attesa da tempo, su sfondo timori recessione

 © EPA
Arriva l'atteso taglio dei tassi d'interesse in Gb: la Bank of England ha deciso di abbassarli dallo 0,5%, allo 0,25, nuovo record storico. La misura - gia' preannunciata dal governatore Mark Carney, ma poi rinviata a sorpresa il 14 luglio - e' interpretata come uno stimolo all'economia britannica sullo sfondo delle incertezze della Brexit, il divorzio dall'Ue votato col referendum del 23 giugno, e dei nuovi allarmi su una possibile recessione. 

La Boe ha deciso anche di ampliare il piano di acquisti di asset da 375 miliardi di sterline a 435 miliardi. La decisione di pompare altri 60 miliardi di sterline nell'economia è stata presa per contrastare le incertezze del dopo-Brexit. Con questa somma, il totale del programma di quantitative easing nel Regno Unito sale a 435 miliardi di sterline, circa 520 miliardi di euro. Da notare che un componente del Comitato di Politica Monetaria della BoE ha votato contro il taglio dei tassi e tre contro l'incremento del Qe.

Boe taglia stime Pil 2017 da 2,3% a 0,8%  - La Bank of England ha tagliato drasticamente le stime sul Pil per il 2017 portandole da 2,3% a 0,8% e per il 2018 da 2,3% a 1,8%. Confermate le previsioni di crescita per il 2016 al 2%. La Banca centrale britannica ha evidenziato come la Brexit abbia ridimensionato l'outlook sull'economia del Regno Unito e vede per il trimestre in corso una crescita di appena lo 0,1%. In scia all'indebolimento della sterlina, la Boe si attende un rialzo dell'inflazione all'1,9% nel terzo trimestre del 2017 dalla precedente stima di +1,5%, per poi arrivare al 2,4% in un orizzonte di 2-3 anni.

mercoledì 3 agosto 2016

GLASGOW: MANIFESTAZIONE IN PIAZZA PER RICHIEDERE L'INDIPENDENZA DELLA SCOZIA DALL'UK

pubblicato da www.rainews.it:

Glasgow, in piazza per il referendum sull'indipendenza della Scozia 
Torna la richiesta dopo la Brexit 

Dalle tremila alle quattromila persone sono scese in piazza a Glasgow in Scozia per chiedere un secondo referendum sull'indipendenza della Scozia dopo la decisione britannica di lasciare l'Ue. 
Mentre nel Regno Unito il 52% degli elettori si è pronunciato a favore dell'uscita dall'Ue, in Scozia i favorevoli a restare nell'Unione hanno conquistato una netta maggioranza, il 62%. 

All'indomani del voto sulla Brexit, il premier scozzese Nicola Sturgeon aveva dichiarato che l'indizione di un secondo referendum per l'indipendenza della Scozia era ormai "sul tavolo" del dibattito. Tuttavia, secondo un sondaggio YouGov, il 53% degli scozzesi tornerebbe a essere favorevole a restare nel Regno Unito contro il 47% a favore dell'indipendenza. 
Nel settembre 2014, il 55,3% degli scozzesi aveva respinto l'indipendenza in un primo referendum.

martedì 2 agosto 2016

BREXIT: CROLLO DEL MANIFATTURIERO PIU' RAPIDO DEL PREVISTO IN UK

pubblicato da Independent.co.uk:

Brexit: il settore manifatturiero in perdita con più rapidità di quanto ci si aspettasse, dopo il referendum

La lettura dei PMI (Purchasing Managers Index) Markit/CIPS evidenzia il più rapido tasso di decrescita nell'attività da febbraio 2013.

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L'attività manifatturiera crolla ancora più velocemente di quanto ci si aspettasse dopo la votazione su Brexit, secondo lo spaccato dei più recenti sondaggi nel settore. Markit/CIPS riferisce che a luglio l'indice PM registrato era di 48.2, al di sotto del punto 50 che separa la crescita dalla decrescita, e anche al di sotto del 49.1 che era stato previsto il 22 luglio.
Questi dati indicano il più rapido tasso di decrescita nell'attività manifatturiera del Regno Unito fin dal febbraio 2013.


MAY AL LAVORO PER LA RINASCITA INDUSTRIALE "POST BREXIT"

pubblicato da reuters.com:

Il Premier Theresa May riporta alla luce la politica industriale mentre la Gran Bretagna si prepara per la Brexit

Il Primo Ministro Theresa May ha dato avvio al suo tentativo di rimodellare l'economia Britannica per il post Brexit, ripristinando il concetto, non più di moda negli ultimi tempi, di politica industriale, 30 dopo che Margareth Thatcher lo aveva abolito.

La May ha presieduto la prima riunione del "Consiglio di Gabinetto per l'Economia e la Strategia Industriale" nei suoi uffici di Downing Street, convocando 11 ministri per stabilire il suo progetto per una rinascita industriale supportata dallo Stato.

"Il Primo Ministro mette in evidenza che l'obiettivo della nuova strategia industriale del Governo dovrebbe portare a un'economia ce funziona per tutti", ha riferito un portavoce dopo la riunione.  



lunedì 1 agosto 2016

LA CORNOVAGLIA, ROCCAFORTE DEL "LEAVE", NON INTENDE RINUNCIARE AL SUO UFFICIO A BRUXELLES

pubblicato da independent.co.uk:

La Cornovaglia ha intenzione di mantenere l'ufficio a Bruxelles... nonostante abbia votato in maggioranza per l'uscita dall'UE

pp-weather-cornwall-pa.jpgEsclusivo: la roccaforte della campagna per il Leave rifiuta di rinunciare alla sua base in Belgio a causa di una crescente preoccupazione per le proprie finanze

Il Consiglio della Cornovaglia ha ammesso che manterrà il proprio ufficio a Bruxelles, dopo che il Regno Unito ha tagliato i suoi legami con l'Unione Europea, nonostante che i residenti abbiano votato in stragrande maggioranza per l'uscita dall'UE.
Gli amministratori temono che il Governo dei Regno Unito non manterrà la promessa di continuare a versare i finanziamenti di 60 milioni di sterline all'anno, e affermano che l'ufficio di Bruxelles sarà essenziale per l'obiettivo di incassare il denaro.

Leggi l'intero articolo (in lingua inglese)